“La festa popolare dei Santi Medici conquista le strade con suoni e balli, commuove tutti i presenti, me compresa perché riporta alla mente i racconti dei miei nonni che con queste melodie arricchivano i momenti conviviali. È difficile resistere a questo richiamo e non importa che siano le prime ore del mattino, la festa popolare per San Cosimo ti travolge, canti e saluti i pellegrini, ne diventi parte”

 

Quando Weareinpuglia ha ripreso e condiviso le parole della nostra Azzurra abbiamo avuto la certezza di aver toccato il cuore della Puglia, sia geograficamente perché eravamo tra le province di Brindisi e Taranto, che sentimentalmente, perché legati a una giornata dall’animo popolare ricca di significati e scenari tra passato e presente dei nostri luoghi: la festa popolare a San Cosimo alla Macchia con i tradizionali traini e la musica pugliese (una tradizione raccontata sul folk blog di Azzurra.)

Pellegrinaggio a cavallo su traino con capisciole e il santo San Cosimo
L’alba per le strade e la festa popolare a San Cosimo alla Macchia

Sarebbe anche riduttivo ammettere che la splendida domenica del 13 maggio non sarebbe mai potuta accadere senza che due amici Pietro Balsamo, cartapestaio della bottega Tesori di Carta di Francavilla Fontana e cultore della tradizione, e Sabrina Sicara divulgatrice della musica del sud con l’ass. Pizzic’Arte, non ci avessero condotto nel loro immenso spirito di devozione per i Santi Medici, dove da due anni ha trovato posto il desiderio di salvaguardare il vecchio rito del giorno dell’Ascensione: che riunisce in pellegrinaggio i traini (carretti) provenienti da tutti i paesi limitrofi e diretti verso il Santuario, con a seguito la benedizione dei cavalli dentro una cornice di musica e danze popolari, all’epoca un rituale che rendeva festosa l’ultima “perdunanza” dei contadini verso i Santuari del territorio.

processione con musica e canti dedicati ai Santi Medici Cosimo e Damiano

 

Una “Festa Popolare dei santi Medici” a tutti gli effetti, con il suo culmine nel momento dell’arrivo al Santuario di San Cosimo alla Macchia, dove si incrocia sacralità e animo popolare, ben illustrato dal fotografo Dino Maglie che anche questa volta ha accompagnato la nostra esperienza.

 

Pellegrinaggio dei traini verso il Santuario di San Cosimo alla Macchia
“Traini” da Francavilla, Ceglie, Oria, Taranto… una festa che non conosce confini // foto di Dino Maglie

 

Tradizionale processione dei Santi Medici Cosimo e Damiano al Santuario del giorno dell'Ascensione
Giunti al Santuario, i pellegrini accompagnano i Santi Medici nel rito della benedizione dei cavalli intonando l’inno della festa // foto di Dino Maglie

Le tradizioni pugliesi oggi

San Cosimo alla Macchia è stata la prima presenza di TRÁSI dentro un progetto di ripristino di una tradizione. Sicuramente non è un discorso di nostalgia quello che vogliamo intraprendere, ma riconosciamo che alcuni elementi della tradizioni più antiche possono attirare un interesse nuovo, formare nuovi personaggi della Puglia che si racconta oggi non solo al “forestiero” ma ad un turismo sempre più globalizzato, restituire alle comunità nuovi significati, e riempire quegli spazi lasciati liberi dai molti modelli aggregativi che negli ultimi anni hanno perso terreno con la cittadinanza (pensiamo alle associazioni politiche, ma anche molte dell’ambito culturale e religioso, ecc…).

 

Cavallo a riposo una volta giunto al Santuario di San Cosimo alla Macchia
Cavallo a riposo una volta giunto al Santuario di San Cosimo alla Macchia  // foto di Dino Maglie

 

Non costringiamo nessuno a vivere ‘dentro’ la tradizione. Ma possiamo impiegare i simboli delle feste per indirizzare i nuovi appuntamenti del territorio dentro narrazioni pulite, ricercate, più affini all’autenticità, trasmettere il nuovo mondo secondo i canoni di bellezza culturale che fanno della Puglia oggi, una culla di ricchezza stimata in tutto il mondo.

Il cammino di San Cosimo, un simbolo di una puglia slow e autentica

Nastrini chiamate "Capisciole" sono il simbolo della tradizione a OriaSe prendiamo un elemento tipico di San Cosimo alla Macchia, le “capisciole” i vistosi nastrini con i colori dei Santi Medici il cui acquisto una volta giunti al Santuario coronava il pellegrinaggio e lo si rendeva oggetto di decoro del proprio carretto, del proprio vestito o del proprio tamburello oggi può essere un elemento con cui identificare il pellegrino nel suo cammino.
Vogliamo che il devoto, il curioso o il semplice esploratore dei cammini  (anche in vista del 2019: anno del turismo lento) sulla strada di San Cosimo si senta accolto non in un bar/ristorante/piazza qualunque ma in una storia comune

Questo è quanto abbiamo fatto il 13 maggio, grazie alla disponibilità di Maurizio del Bar Pantheon a Oria e i nostri amici Pietro, Sabrina, Mimmo con il suo gruppo di tranieri, senza dimenticare tutti i tamburellisti e i musicisti, e poi gli oritani e i cittadini che si sono riforniti al ristoro del pellegrino e si sono uniti alla festa itinerante. Un grazie speciale va a tutti loro!

TRÁSI comincia così il suo “personale” cammino assieme a persone straordinariamente abituate a vivere i valori della collettività.
Sperando di trovare nei paesi che ospiteranno le esperienze  lo stesso calore e lo stesso concentramento di  rispetto, senso di appartenenza e spirito di convivialità  che ha reso la perdunanza  per San Cosimo un’appuntamento per tutti.

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